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21 Jun
21Jun

Anthony Fauci ha diretto il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) dal 1984 al 2022 ed è stato consigliere medico capo dei presidenti degli Stati Uniti, Trump e Biden, dal 2021 al 2022[1]. Il 19 giugno il Prof.Fauci, appena reduce da Siena, dove è stato insignito dall’Ateneo cittadino della laurea ad honorem in Medicina e Chirurgia, ed anche contestato da circa 500 no-vax, ha tenuto una conferenza all’Accademia dei Lincei dal titolo :”Pandemic Prepardness and Response: lessons from COVID-19”. 

Il Pandemic Preparedness and Response è il processo di pianificazione, esercitazione, revisione e attuazione dei piani nazionali e subnazionali di preparazione e risposta a una pandemia[2]. E’stato approvato nella sua ultima versione nel febbraio 2023, e si basa su tre pilastri: prevenzione, rilevamento e contromisure. E’ un aspetto fondamentale della sicurezza sanitaria globale, in quanto mira a prevenire, rilevare e contenere le minacce di malattie infettive che possono avere conseguenze gravi per la salute pubblica, l'economia e la società[3], con azioni che prevedono l’attivazione di piani e competenze per contenere e mitigare le conseguenze di una pandemia. I tre pilastri del Piano erano stati individuati anche nelle norme sanitarie internazionali (IHR) del 2005 della WHO, ma hanno mostrato i loro limiti applicativi nella gestione del Covid-19,  in quanto la pandemia ha messo in evidenza le debolezze e le lacune del sistema sanitario globale nel prevenire e affrontare le emergenze infettive[4]. In risposta al COVID-19 infatti è stato necessario sviluppare ulteriori ed estemporanee iniziative internazionali come le proposte per un Trattato sulla pandemia, un Fondo per le pandemie e meccanismi per l'accesso equo alle contromisure mediche[5].  

Anthony Fauci  ha avuto un ruolo importante nella Pandemic Preparedness and Response per il COVID-19, sia a livello nazionale che internazionale ed ha evidenziato  le sfide e le opportunità per migliorare la sicurezza sanitaria globale[6] attraverso: - La direzione del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), che ha svolto un ruolo chiave nella ricerca e nello sviluppo di vaccini, terapie e test per il COVID-19[7]. - La collaborazione internazionale, partecipando a iniziative come l'Access to COVID-19 Tools (ACT) Accelerator, il COVAX Facility e il Global Health Security Agenda, per promuovere l'accesso equo alle contromisure mediche e il rafforzamento della sicurezza sanitaria globale[8]. 

Nella sua presentazione ai Lincei, ormai uno standard della divulgazione scientifica internazionale, Fauci ha ripercorso in modo cronistico e critico gli avvenimenti e le tappe della lotta alla pandemia da COVID-19 sintetizzando in 10 punti le lezioni o punti focali che devono essere tenuti in considerazione per valutare ciò che è successo. E soprattutto per organizzare al meglio, per il futuro, il Piano di organizzazione e lotta alle evenienze pandemiche di origine infettiva. I punti della conferenza sono stati sviluppati con semplicità e pragmatismo. 

Alcuni sono dogmatici e sembrano dei postulati come: “Immagina l’inimmaginabile quando hai di fronte una pandemia, perché ogni pandemia è diversa” (1); “Reagisci immediatamente e rapidamente con gli interventi di Sanità Pubblica con un virus potenzialmente pandemico” (2); “Lo scambio di informazioni e le collaborazioni a livello globale sono fondamentali”(3); “Tutte le infrastrutture utili e pronte per i trial clinici devono essere utilizzate” (4); “I precedenti studi e progressi scientifici sono (stati) fondamentali per raggiungere rapidamente valide contromisure come i vaccini” (5). Su questo punto Fauci ha aggiunto che “sono stati necessari solo 11 mesi per sviluppare un vaccino e pensate ad immaginare quante persone sarebbero morte se fossero stati necessari 4 o 5 anni”. 

La lezione numero 6 è quella che meriterebbe maggiori riflessioni: “Avere un prototipo di approccio allo studio dei patogeni”. Il che significa “studiare, in via precauzionale, le famiglie di virus che si sospetta possano essere potenzialmente causa di pandemia”. Su questo punto si potrebbe obiettare che in effetti i Coronavirus erano sotto osservazione da vari anni e proprio per la preparazione di adeguati vaccini, come nel laboratorio di Wuhan, ma molte cose non hanno funzionato; come la mancata comunicazione, alla comunità scientifica, della patogenità espressa su topi da laboratorio. Responsabilità che sono state oggetto anche di un’inchiesta del Congresso, visto che gli esperimenti avvenivano anche con sovvenzioni indirette del Governo Americano. 

La lezione numero 7: “E’ necessario incrementare l’attenzione alle interfacce tra uomo ed animali riducendo il rischio di spillover”. Fauci ha aggiunto che il 75% dei virus sono zoonotici e che emergono dai nostri “cugini” animali a causa di un rapporto sbilanciato con la natura, come “l’invasione umana della foresta pluviale o portare pipistrelli in un mercato umido”. 

Per gli animali il pandemic preparedness and response sottolinea l'importanza di un approccio “One Health”, che coinvolge diverse discipline, come la medicina umana, la medicina veterinaria e le scienze ambientali. 

Alcune delle azioni previste da questo approccio sono: 

- Monitorare le zoonosi, ovvero le malattie trasmesse tra animali e umani, che sono la principale fonte di emergenza di malattie infettive, a volte con il potenziale di diventare pandemie. Valutare quali patogeni hanno maggiori probabilità di saltare negli esseri umani e preparare vaccini e trattamenti. Identificare le aree a rischio dove gli esseri umani e gli animali entrano in contatto e prendere misure per ridurre il rischio[9]. 

- Sequenziare globalmente i virus emergenti per sviluppare gli strumenti necessari per combattere una pandemia, come test diagnostici, vaccini e terapie. Condividere rapidamente le sequenze genetiche dei virus non appena emergono. Investire nella capacità di sequenziamento genetico ovunque[10]. 

- Rafforzare la produzione di vaccini e altri prodotti sanitari in tutto il mondo, evitando la dipendenza da pochi produttori e la disuguaglianza nell'accesso. Sostenere la cooperazione internazionale e il multilateralismo per garantire una distribuzione equa ed efficace[11]. 

- Proteggere la biodiversità e gli ecosistemi, che sono essenziali per la salute umana e animale. Prevenire la deforestazione, l'inquinamento, il cambiamento climatico e altre minacce che alterano gli equilibri naturali e favoriscono l'emergenza di nuovi patogeni[12]. 

- Sostenere la salute pubblica e i sistemi sanitari, compresi quelli veterinari e ambientali, per prevenire, rilevare e gestire i rischi derivanti dalle malattie infettive negli esseri umani e negli animali, contrastare l'antimicrobico-resistenza (AMR), ridurre le perdite alimentari e garantire la sicurezza alimentare[13]. 

La lezione numero 8: "Le condizioni sanitarie pregresse e le disuguaglianze sociali determinano le diversità  pandemiche" riferendosi agli afroamericani ed agli ispanici che negli Usa sono state le comunità più colpite. 

La lezione numero 9: “La disinformazione è il nemico numero 1 della lotta alle pandemie”, riferendosi alle “bugie anti vaccinazione che sono state diffuse a livello globale nel caso del COVID-19”. 

Per la lezione numero 10 Fauci ha citato una frase del suo eroe d'infanzia, il grande giocatore di baseball Yogi Berra: "Non è finita finché non è finita".

 “È impossibile prevedere il futuro del virus COVID-19”, ha affermato Fauci, “ma è estremamente improbabile che gli scienziati siano in grado di eliminarlo. Questo è un virus molto, molto vario”. “Genotipicamente e fenotipicamente, abbiamo avuto cinque varianti che hanno causato picchi in tutto il mondo. E ci manca un'ampia accettazione dei vaccini". Un obiettivo più ragionevole, “è controllare il virus, mantenendo le infezioni al livello più basso possibile”.  “Le infezioni emergenti, senza dubbio, sono una sfida perenne”, ha affermato. “E l'unico modo per affrontare una sfida perpetua è essere sempre preparati. Questa è la lezione del COVID-19”. 

Fauci ha affrontato tutti gli argomenti e le domande della platea sempre in modo positivo e mai abboccando a domande tendenziose. 

Solo una volta Fauci ha parlato di errori (“l’errore più grande”) riferendosi al fatto che in una prima fase la malattia a livello medico è stata valutata da un punto di vista “sindromico” come una malattia simil influenzale concentrandosi sul singolo paziente. Non considerando il fatto che il virus invece si diffondeva rapidamente attraverso portatori asintomatici. E questo ha fatto ritardare notevolmente le misure di prevenzione sociale che poi sono state messe in atto. 

Sul ruolo dei media ha evitato di citare coinvolgimenti personali[14] (Fauci negli USA è al centro di grosse polemiche; sul suo reale ruolo nella gestione della pandemia, sui rapporti tra scienza e politica e con ripercussioni addirittura sulla campagna per le prossime presidenziali o sui rapporti USA-Cina) che gli sono valse molte critiche anche esplicite quali: 

- Le sue email private, rese pubbliche tramite richieste di accesso agli atti, hanno sollevato dubbi e domande sul suo ruolo e sulle sue opinioni riguardo all'origine del virus, all'efficacia delle mascherine, alla gestione della pandemia e ad altri temi[15]. 

 - Le sue raccomandazioni sulla pandemia sono state spesso in contrasto con quelle del presidente Trump e dei suoi alleati politici, che lo hanno accusato di essere troppo allarmista, di cambiare spesso opinione e di ostacolare la ripresa economica[16]. 

 - Le sue dichiarazioni sulla sicurezza e l'efficacia dei vaccini sono state contestate da alcuni gruppi anti-vaccino e no-vax, che lo hanno accusato di essere in conflitto di interesse con le case farmaceutiche e di nascondere i rischi e gli effetti collaterali delle vaccinazioni[17]. 

 - Le sue affermazioni sulla preparazione e la risposta alle pandemie sono state criticate da alcuni scienziati e giornalisti, che lo hanno accusato di aver ignorato o minimizzato i segnali di allarme precoci, di aver sostenuto misure inefficaci o dannose come i lockdown e di aver ostacolato le cure alternative[18]. 

Al di là del contesto gestionale riferito al COVID-19, in cui le critiche possono essere considerate fisiologiche, alcune sue ultime affermazioni rilasciate alla Commissione del Congresso aprono alla riflessione sul rapporto tra “scienza impropriamente detta” (la medicina e la ricerca biomedica non sono scienze esatte, ma empiriche) etica, salute sociale e stato sociale. Fauci ha ribadito in un intervista al New York Times che lui non ha chiuso le scuole o imposto le mascherine, ma non ha fatto altro che rappresentare alla politica quali erano le necessità che derivavano da una contingente analisi scientifica del problema e che soprattutto non essendo un economista non toccava a lui fare considerazioni di tipo generale. 

Una posizione che se da una parte individua nella politica la responsabilità delle azioni che riguardano la società nel suo complesso, rivendica un’indipendenza di pensiero e di azione da parte del mondo scientifico, oltre l’etica sociale, nel nome della scienza. Ma di fronte all’incertezza dell’empirismo quale codice deontologico entra in gioco? 

In particolare sui media Fauci ha sottolineato che la comunicazione e la divulgazione non sono state adeguate alla gravità della situazione e che si sono confrontati due sistemi. Quello ufficiale e istituzionale costituito dai grandi network (giornali, televisioni) occupato soprattutto da medici e ricercatori che venivano invitati spesso per le loro posizioni contrastanti e per fare audience, e quello dei social media. Il dibattito scientifico e dialettico non è comprensibile dalla grande massa dei cittadini ed è controproducente. D’altro canto questa suddivisione dei due sistemi, ha consentito che si sviluppassero, soprattutto sui social, teorie, dottrine, sensibilità che hanno determinato una avversione alla vaccinazione. 

Per cui Fauci ha individuato che il problema più grande da superare nella comunicazione è l’individualismo sociale che deve essere affrontato con campagne mirate ed aggressive soprattutto sui social media, da esperti comunicatori e divulgatori. 

Sulla minore mortalità globale registrata nel continente africano. “Gli Africani sono giovani e forti e praticamente le malattie predisponenti al COVID-19 sono poco diffuse” ha risposto. 

Fauci si è anche espresso, come in precedenti occasioni, sulla gestione della pandemia in Italia evidenziando:

•            I meriti dell'Italia nella gestione della pandemia, soprattutto per quanto riguarda la campagna vaccinale e il contenimento dei contagi e dei decessi ; 

•            La condivisione degli errori commessi nella gestione della pandemia rimarcando la necessità della collaborazione internazionale. 

•            In particolare, rispondendo ad una domanda dopo la sua presentazione Fauci ha anche affermato che l’Italia ha tutte le potenzialità per diventare leader europeo della ricerca scientifica (in questo settore) se vi sarà un adeguato sostegno da parte della politica. 

Anche in Italia, come nel resto del mondo, la pandemia da Covid-19 ha messo in evidenza quanto sia stato fragile il sistema sanitario e quanto sia stata carente la organizzazione delle attività di prevenzione, nonostante i rischi di possibili pandemie fossero stati ripetutamente ipotizzati in un passato abbastanza recente, e con particolare riferimento ai coronavirus ed al ruolo che gli animali potevano avere nella trasmissione[19]. 

La Pandemia insegna che servono più competenza gestionale nelle istituzioni, maggiore trasparenza politica e meno parole proclamate nel nome della scienza. La “scienza” che quando serve diventa un dogmatico  paravento dell’azione politica  e quando non serve rimane  inascoltata da ricercatori, medici , politici, istituzioni, organizzazioni internazionali, mentre avverte dei pericoli di una possibile pandemia. 

A dimostrazione che quando si parla di medicina e salute pubblica, la scienza, così come viene richiamata, non è affatto una scienza esatta, ma è una disciplina empirica con dati e rilevamenti manipolabili ed interpretabili diversamente a seconda dei contesti. Prova ne è che è ancora in corso il dibattito per addivenire ad una definizione certa e condivisa di cosa significhi decesso a causa di COVID-19. Elemento di primaria importanza, perché consentirebbe di gettare le basi per una lettura uniforme e globale per analizzare, per esempio, la reale entità dei dati sulla mortalità a livello mondiale.


   [1] Anthony Fauci - Wikipedia. https://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_Fauci.   [2] Why is pandemic preparedness planning important? - European Centre for .... https://www.ecdc.europa.eu/en/seasonal-influenza/preparedness/why-pandemic-preparedness.   [3] Pandemic preparedness - World Health Organization (WHO). https://www.who.int/europe/news-room/fact-sheets/item/pandemic-preparedness.   [4] Pandemic preparedness and COVID-19: an exploratory analysis of .... https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736%2822%2900172-6/fulltext.   [5] Pandemic preparedness and response: exploring the role of universal .... https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X%2822%2900341-2/fulltext.   [6] Fauci reflects on missteps, successes of the US Covid-19 pandemic response. https://www.cnn.com/2023/04/25/health/fauci-pandemic-lessons/index.html.   [7] Anthony S. Fauci on Pandemic Preparedness - JSTOR Daily. https://daily.jstor.org/anthony-s-fauci-on-pandemic-preparedness/.   [8] Anthony Fauci Reprises Familiar Role in Covid-19 Response Efforts. https://www.wsj.com/articles/anthony-fauci-is-back-in-spotlight-in-covid-19-response-efforts-11611267980.   [9]Safeguarding Animal, Human and Ecosystem Health: One Health at the .... https://www.worldbank.org/en/topic/agriculture/brief/safeguarding-animal-human-and-ecosystem-health-one-health-at-the-world-bank.    [10] Five ways to prepare for the next pandemic - Nature. https://www.nature.com/articles/d41586-022-03362-8.   [11] Five ways to prepare for the next pandemic - Nature. https://www.nature.com/articles/d41586-022-03362-8.   [12] One Health: A crucial approach to preventing and preparing for future .... https://theconversation.com/one-health-a-crucial-approach-to-preventing-and-preparing-for-future-pandemics-173637.   [13] Safeguarding Animal, Human and Ecosystem Health: One Health at the .... https://www.worldbank.org/en/topic/agriculture/brief/safeguarding-animal-human-and-ecosystem-health-one-health-at-the-world-bank.   [14] https://www.washingtonexaminer.com/tag/anthony-fauci   [15] Why are people talking about Dr Anthony Fauci's emails?. https://www.bbc.com/news/world-us-canada-57336280.   [16] The Six Major Fails of Anthony Fauci - Brownstone Institute. https://brownstone.org/articles/the-six-major-fails-of-anthony-fauci/.   [17] Fact-checking Judy Mikovits, the controversial virologist ... - AAAS. https://www.science.org/content/article/fact-checking-judy-mikovits-controversial-virologist-attacking-anthony-fauci-viral.   [18] Here’s What We Know About the Fauci COVID Emails. https://www.snopes.com/articles/346547/what-we-know-about-fauci-emails/. [19]  a) Un articolo del 2007 pubblicato sulla rivista Clinical Microbiology Reviews, avvertiva che i coronavirus animali, in particolare quelli provenienti dai pipistrelli, rappresentavano una minaccia emergente per la salute umana e che era necessario monitorare la loro evoluzione e il loro potenziale di trasmissione interspecie (Quanta scienza ha prodotto la pandemia? | Wired Italia. https://www.wired.it/scienza/lab/2021/02/24/pandemia-articoli-scientifici/). .b) Un articolo del 2015 pubblicato sulla rivista Nature Medicine, che descriveva la creazione in laboratorio di un virus ibrido tra il coronavirus della SARS e quello dei pipistrelli, dimostrando che questo virus era in grado di infettare le cellule umane e che poteva essere usato come modello per studiare il rischio di emergenza di nuovi coronavirus (Come la pandemia sta cambiando il mondo della ricerca scientifica. https://www.iltascabile.com/scienze/pandemia-ricerca-scientifica/).  c) Un rapporto del 2019 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che elencava le malattie infettive prioritarie per la ricerca e lo sviluppo, tra cui il Disease X, definito come una malattia sconosciuta causata da un nuovo agente patogeno con potenziale pandemico (Il mondo entrerà in un'”era di pandemie”: la previsione di un pool di .... https://www.fanpage.it/attualita/il-mondo-entrera-in-unera-di-pandemie-la-previsione-di-un-pool-di-26-scienziati/.). d) Un rapporto del 2019 della Global Preparedness Monitoring Board, che avvertiva che il mondo non era preparato ad affrontare una pandemia di origine respiratoria e che era necessario investire nella prevenzione, nella sorveglianza e nella risposta rapida. e) Un articolo del 2020 pubblicato sulla rivista Journal of Medical Virology, che analizzava le caratteristiche genetiche del nuovo coronavirus SARS-CoV-2 e lo confrontava con altri coronavirus noti, suggerendo che il virus fosse originato dai pipistrelli e che potesse avere avuto un ospite intermedio prima di passare all'uomo.   


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